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venerdì 5 febbraio 2010

L'Arte del Massaggio: Favolosa Corso-Vacanza sul Massaggio in Sardegna

L'Arte del Massaggio: Favolosa Corso-Vacanza sul Massaggio in Sardegna

Favolosa Corso-Vacanza sul Massaggio in Sardegna

Dal 24 al 29 Maggio 2010
VACANZA STUDIO DI CINQUE GIORNI
in resort 4 stelle sulla costa sud occidentale della Sardegna direttamente sulla spiaggia

1200 euro - cinue notti in mezza pensione +
Corso di massaggio avanzato bioenergetico

Visitate il sito: www.scuolamassaggio.org per vedere il programma generale e il programma del corso

giovedì 21 gennaio 2010

sabato 16 gennaio 2010

Imparare il Massaggio Classico

Sabato 6 e Domenica 7 Febbraio 2010

si terrà a Cagliari presso Aequilybra

il CORSO BASE DI MASSAGGIO CLASSICO

aperto a tutti quelli che vogliono avvicinarsi per la prima volta al massaggio.

Il programma prevede:
Teoria generale del massaggio
Psicologia del massaggio
Nozioni di base di anatomia e fisiologia umana
Teoria e pratica delle cinque principali manovre del massaggio:
sfioramento, frizione, impastamento, percussione, vibrazione.
Massaggio della schiena, delle gambe, delle braccia, del viso e della parte anteriore.
Massaggio completo del corpo a scopo rilassante, a scopo estetico e massaggio sportivo.





I partecipanti riceveranno un ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE



e il libro MASSAGGIO, edito dalla Fabbri e scritto dal direttore del corso



Se sei interessato o se vuoi maggiori informazioni lascia un commento sul blog o scrivimi a

info@scuolamassaggio.org





venerdì 15 gennaio 2010

I traumi muscolari

Il Muscolo

L’apparato muscolare è il vero motore del corpo. Ciascun muscolo è composto di un certo numero di unità funzionali (miofibrille), raggruppate in fasci e racchiuse insieme dentro una membrana.I vari fasci che compongono un muscolo terminano nel tendine, struttura rigida e resistente che ha il compito di trasmettere il movimento ai segmenti scheletrici interessati. I muscoli hanno caratteristiche di contrattilità ed elasticità, variabili da muscolo a muscolo e da persona a persona.
Il lavoro muscolare avviene grazie al consumo di ossigeno (lavoro aerobico) o, quando questo viene a mancare a causa di uno sforzo intenso o prolungato, attraverso un meccanismo alternativo (lavoro anaerobico), che produce acido lattico e affaticamento muscolare. In questi casi un buon massaggio profondo, lento e drenante risolve quasi sempre il problema. In questo caso è indicato pure il riposo e bagni caldi.

Mialgie
Il dolore muscolare può essere dovuto a fatica o a insufficiente irrorazione sanguigna (calze tubolari troppo strette, scarpe e scarponi inadatti, ecc.). Il riposo, un corretto allenamento, l’utilizzo di attrezzature sportive adatte, prevengono il dolore.

Traumi muscolari
Possono essere divisi in due categorie:
- Traumi senza lesioni anatomiche, dovuti a un semplice superamento delle normali proprietà fisiologiche del muscolo, si manifestano con indolenzimento, contratture, crampi, allungamenti
- Traumi con lesioni anatomiche, in cui è presente uno strappo, la rottura o una contusione grave

Le regole fondamentali da applicare in tutti i casi di trauma muscolare sono:
- non danneggiare in alcun modo il processo di cicatrizzazione
- fare quanto possibile per favorirla
- a cicatrizzazione avvenuta, tentare di ridare al tessuto leso la qualità del tessuto originario

Il trattamento d’urgenza si riassume sempre nelle seguenti indicazioni:
- Immobilizzazione
- Mezzo di contenzione
- Elevazione

Indolenzimento
Il muscolo duole alla palpazione. La reazione compare 24-48 ore dopo lo sforzo, peggiora con lo stiramento del muscolo e scompare a riposo
La terapia consiste in applicazioni di calore (infrarosso, paraffina, fango, bagni caldi, sauna) e in massaggi morbidi, profondi, eseguiti con la gamba in scarico per favorire il deflusso venoso

Crampo
E’ la contrazione dolorosa, intensa e involontaria del muscolo con accorciamento massimo.
L’intervento d’urgenza consiste in uno stiramento regolare e potente del muscolo interessato, invitando l’atleta a contrarre intensamente i muscoli antagonisti, e comprimendo manualmente il muscolo interessato. Subito dopo si esegue il rilassamento del muscolo con la vibrazione e lo si riscalda con frizioni profonde.
La terapia continua in seguito con applicazioni di calore, massaggio circolatorio e decontratturante, riposo per 24-48 ore. Per prevenire ricadute proteggere l’atleta dal freddo con tute e massaggi con olio canforato prima dell’allenamento o della gara ed evitare l’affaticamento durante l’allenamento


Contrattura
Il muscolo è dolente a riposo, se viene stirato e, soprattutto, alla contrazione contro resistenza. Il lavoro eccessivo ha prodotto l’accumulo di acido lattico nelle fibre muscolari con conseguente dolore e ipercontrattura alla palpazione. Fate attenzione perché in alcuni casi la contrattura può nascondere un allungamento o un lieve strappo del muscolo!
La terapia consiste in applicazioni di calore, massaggio nella regione adiacente al dolore, mobilizzazioni dolci passive e attive, riposo per 2-4 giorni




Stiramento
A causa di un allungamento brusco e improvviso vengono superati i normali limiti fisiologici di elasticità del muscolo e si manifesta dolore vivo e una modesta impotenza funzionale. Lo sportivo riesce a portare a termine lo sforzo con un ritmo più lento. Il dolore scompare a riposo e si manifesta nuovamente con mobilizzazione attiva semplice o contro resistenza, non con la mobilizzazione passiva. In assenza di trattamento e riposo, può evolvere in strappo.
La terapia consiste, nei primi due giorni, in riposo, ghiaccio, mezzo di contenzione morbido. In seguito infrarossi, fanghi, paraffina, bagni caldi, laser, massaggio morbido decontratturante con pomata revulsiva, stretching prudente e graduale, esercizi isometrici graduali.

Strappo
Presenta diversi livelli di gravità:
stiramento, strappo e rottura parziale
Nello stiramento solo qualche miofibrilla si è rotta, c’è versamento e un ematoma che si evidenzia più tardi. Il dolore compare alla contrazione e alla palpazione.
Nello strappo tutta la sintomatologia è più evidente per l’interessamento di un maggior numero di fibre muscolari.
Nella rottura parziale una parte di muscolo si lacera e si può anche dover procedere con intervento chirurgico di sutura interna.
Subito dopo l’incidente:
Non massaggiare! Mezzo di contenzione morbido e riposo con l’arto in scarico. Ghiaccio. Laser dopo 2 o 3 giorni
Dopo 10 15 giorni:
Termoterapia. Massaggio leggero soprattutto alle inserzioni muscolari.
Dopo 3 4 settimane:
Quando è scomparso del tutto il dolore, massaggio defibrosante della zona cicatriziale. Quindi rinforzo muscolare e ripresa progressiva dell’attività

Rottura
Tutte le fibre del muscolo sono lacerate e i capi si allontanano tra di loro. Il dolore è forte e c’è impotenza funzionale totale. Con l’arto in scarico, l’atleta deve essere accompagnato in pronto soccorso ortopedico per un intervento di sutura dei capi muscolari strappati. La terapia successiva è simile a quella per lo strappo, con tempi di guarigione più lunghi.

Tendinite
La tendinite è l’infiammazione del tendine, il tessuto fibroso rigido e resistente che unisce i muscoli alle ossa. Può essere dovuta a eccessivo sforzo muscolare, a ripetuti microtraumi o a usura a causa di movimenti ripetuti nel tempo (gomito del tennista). L’infiammazione del tendine provoca spesso anche sofferenza muscolare per la contrattura antalgica che ne deriva. Il muscolo e il tendine vanno lasciati a riposo e non devono essere massaggiati fino a che c’è infiammazione. Il ghiaccio locale favorisce la guarigione. La TENS accelera anch’essa il processo di guarigione. Una volta risolta l’infiammazione si può procedere con il massaggio del muscolo, lento, profondo e decontratturante.

Preparare l’atleta: tecniche di massaggio durante le varie fasi atletiche



Esistono diverse discipline sportive e di conseguenza esistono diversi tipi di preparazione atletica. Il centometrista che deve preparare una gara che si terrà tra due mesi deve calibrare le proprie energie per arrivare al giorno della gara con il massimo della forma mentre il calciatore deve affrontare tutta una stagione tra allenamenti e partite mantenendo sempre un buon livello di prestazione.

In linea di massima il massaggiatore deve adempiere quattro compiti importanti:
1 – mantenere in buona forma l’atleta durante gli allenamenti per prevenire problemi, soprattutto
muscolari o articolari
2 – preparare l’atleta subito prima della gara
3 – contribuire al ripristino della normale funzionalità al termine della gara
4 – intervenire nel caso di traumi o incidenti, sia sul campo sia in tutte le fasi seguenti.

Prenderemo in considerazione i primi tre compiti brevemente, perché fanno parte della routine lavorativa del massaggiatore sportivo, in altre parole del lavoro di prevenzione, quindi, in un successivo articolo, affronteremo l’argomento dei traumi, fornendo tutte le informazioni necessarie per intervenire con tempestività ed efficienza.


Il massaggio durante la preparazione atletica

Molti atleti hanno la sana abitudine di ricevere periodicamente, durante la fase di preparazione atletica, sedute di massaggio totale o parziale. Questo li aiuta a prevenire l’accumulo di tossine nei muscoli, ad evitare i crampi e la fatica muscolare e a prevenire stiramenti e contratture che sono sempre in agguato quando il lavoro si fa pesante.
E’ durante questa fase, in genere, che l’atleta, più rilassato e disponibile, si lascia andare e confida le proprie paure e i problemi, sia fisici sia psicologici. Prendetene nota perché vi permetteranno di conoscere a fondo il carattere della persona e di lavorare in maniera più mirata.
In questa fase l’ideale è il massaggio completo, eseguito lontano dall’allenamento, prestando particolare attenzione ai gruppi muscolari più interessati dal tipo di attività svolta, la qual cosa è valida anche nelle altre fasi atletiche. Non risparmiatevi, lasciate che il massaggio duri un’ora, un’ora e dieci, dedicatevi ai vari gruppi muscolari impastandoli per bene in profondità dopo un adeguato riscaldamento.
Una guaina di tessuto connettivo fibroso (epimisio) avvolge ogni muscolo e si estende al suo interno avvolgendo fasci di fibre (perimisio) e dentro ogni fascio le singole fibre (endomisio). Questa guaina inoltre si estende alle formazioni circostanti, ai tendini e alle ossa, ancorando saldamente il muscolo alle strutture che esso sollecita durante la contrazione. Col massaggio profondo fate in modo che il tessuto connettivo non sia soggetto a aderenze, che sono il segnale di disfunzioni, di tensione o di vere e proprie patologie muscolari. La tecnica dello scollamento deve essere eseguita dapprima sul tessuto connettivale cutaneo, sollevando la cute coi polpastrelli delle vostre dita che scorrono in direzione longitudinale o traversa rispetto al corpo del massaggiato. Potete eseguire questa tecnica senza usare oli o unguenti che facilitano lo scorrimento della mano sulla pelle, se quest’ultima non è troppo sensibile o irritata. Questo tipo di massaggio provoca una sensazione di trattamento profondo, è leggermente dolorosa ma è generalmente molto gradita dagli atleti. Una volta terminata questa prima parte di massaggio potete usare l’olio e massaggiare i muscoli in profondità, soffermandovi più a lungo nelle zone più tese e rigide.
Alternate sempre a queste manovre specifiche movimenti più ampi di sfioramento e frizione leggera, per rendere il massaggio più gradevole e rilassante.


Il massaggio prima della gara

Siamo arrivati al momento della gara, tra pochi minuti il vostro atleta scenderà in campo per affrontare la competizione sportiva. Per intervenire con efficacia in questo frangente dovete conoscere bene l’atleta e la sua condizione psico-fisica, oltre ad avere un occhio particolare per le condizioni climatiche del momento.
Innanzi tutto, se fa freddo proteggete con tute, maglie, tubolari i muscoli più interessati dalla prestazione atletica.
Prima che l’atleta si riscaldi con gli esercizi appropriati, eseguite un breve massaggio dei gruppi muscolari in questione, praticando frizioni anche con l’aiuto di oli o unguenti ad azione riscaldante (ad esempio, olio canforato). Il trattamento deve essere breve ed energico. Eseguite le frizioni con l’atleta seduto per terra o su una panchina, le gambe piegate e i piedi appoggiati a terra. Questa posizione va bene sia per il massaggio delle gambe che per la schiena e le spalle.
Prestate attenzione ai muscoli tesi e contratti: in questo caso le frizioni devono essere meno energiche e accompagnate da impastamenti ampi e leggeri.
Se l’atleta è troppo teso, eseguite un breve massaggio della volta plantare o frizionate dolcemente la zona lombare e le spalle. Non esagerate per non far cadere del tutto la tensione pre-agonistica.
Se l’atleta è affetto da tendinite, stiramento o contrattura muscolare e nonostante tutto vuole partecipare alla competizione, eseguite un bendaggio con benda elastica mediamente stretta


Il massaggio dopo la gara

Prima di eseguire il massaggio aspettate il tempo necessario affinché le funzioni fisiologiche ritornino alla normalità. Permettete all’atleta di fare una doccia tiepida e di rilassarsi. Durante il massaggio informatevi su eventuali traumi subiti durante la competizione e trattate ogni singolo problema seguendo le istruzioni che troverete più avanti. Se non ci sono danni il massaggio ha lo scopo di rilassare e disintossicare i muscoli per evitare la fatica muscolare, le contratture e i crampi. Eseguite manovre lunghe e lente e non siate troppo energici: ricordate che l’organismo ha appena affrontato un lavoro impegnativo e se agite con troppa intensità lo sottoponete ad ulteriore affaticamento. Eseguite impastamenti dolci e drenate per favorire la circolazione. Fate in modo che l’atleta si rilassi e che scarichi le tensioni residue. Al termine del massaggio, egli si deve sentire rigenerato e non spossato. Tenete conto del fatto che un impegno agonistico più prolungato richiede un massaggio di più lunga durata ma con manovre più dolci. Non esagerate.

Ecco i muscoli da massaggiare con particolare cura ed attenzione per le principali specialità sportive:

VELOCISTI: piante del piede, dita del piede, tendine d'Achille, tricipite surale, ischio-crurali, estensori del rachide; sarà bene interessare, sia pure in tono minore, anche i deltoidi

FONDISTI: richiedono maggiore attenzione gli estensori del rachide e i glutei

LANCIATORI: cingolo scapolo-omerale, grande dorsale, grande rotondo; nei lanciatori di giavellotto trattare in modo particolare anche gli arti inferiori

SALTATORI: tendine d'Achille, tricipite surale, quadricipite, glutei e, in minor misura, i muscoli del dorso; è consigliato pure il massaggio delle articolazioni dei piedi, seguito da blanda mobilizzazione passiva e attiva

CALCIATORI: tutti i muscoli dell'arto inferiore, con particolare riguardo al tricipite surale, al quadricipite, agli ischi-crurali, agli estensori del dorso e ai muscoli del collo; dopo la gara il massaggio deve avere una durata superiore a quello di preparazione alla gara e deve essere fatto dopo la doccia; dopo il massaggio si dovrebbe rimanere distesi per almeno mezz'ora, ben coperti

CICLISTI: il massaggio dovrà interessare i muscoli del dorso, il quadricipite, il tricipite, i tibiali e i peronieri; dopo la gara si curino anche gli arti superiori; la muscolatura lombare ha un ruolo importante per cui va interessata completamente durante il massaggio

NUOTATORI: qui il massaggio deve essere generale ma portato in forma leggera per non creare problemi al tipo di lavoro e al movimento che in genere è morbido e ritmico, proprio del nuoto

CANOTTIERI: interessare i muscoli del collo, del cingolo scapolare e del braccio, gli estensori del rachide, gli addominali, il quadricipite, il tricipite, i surali; dopo la gara, al termine di una buona doccia calda, il massaggio dovrà interessare gli stessi muscoli, ma soprattutto quelli del dorso, come negli sciatori e i ciclisti

CESTISTI: deve essere portato a tutti i muscoli, ma soprattutto a quelli dell'avambraccio, della spalla e del polpaccio; con un massaggio digitale interessare pure le mani
PUGILI: interessare l'avambraccio, il braccio, il deltoide, il cingolo scapolo-omerale, gli estensori del rachide, gli addominali, il tricipite surale ed il tendine d'Achille

PESISTI: tutti i muscoli del corpo, ma specialmente il braccio, l'avambraccio, il cingolo scapolare e il dorso

SCIATORI: dopo il riscaldamento con esercizi vari, passare al massaggio generale, a tutto il corpo, con particolare attenzione per il polpaccio, il dorso, l'avambraccio, le spalle; dopo la gara interessare anche le mani e tutto l'arto superiore, specie nei fondisti che fanno largo uso dei bastoncini