Il Muscolo
L’apparato muscolare è il vero motore del corpo. Ciascun muscolo è composto di un certo numero di unità funzionali (miofibrille), raggruppate in fasci e racchiuse insieme dentro una membrana.I vari fasci che compongono un muscolo terminano nel tendine, struttura rigida e resistente che ha il compito di trasmettere il movimento ai segmenti scheletrici interessati. I muscoli hanno caratteristiche di contrattilità ed elasticità, variabili da muscolo a muscolo e da persona a persona.
Il lavoro muscolare avviene grazie al consumo di ossigeno (lavoro aerobico) o, quando questo viene a mancare a causa di uno sforzo intenso o prolungato, attraverso un meccanismo alternativo (lavoro anaerobico), che produce acido lattico e affaticamento muscolare. In questi casi un buon massaggio profondo, lento e drenante risolve quasi sempre il problema. In questo caso è indicato pure il riposo e bagni caldi.
Mialgie
Il dolore muscolare può essere dovuto a fatica o a insufficiente irrorazione sanguigna (calze tubolari troppo strette, scarpe e scarponi inadatti, ecc.). Il riposo, un corretto allenamento, l’utilizzo di attrezzature sportive adatte, prevengono il dolore.
Traumi muscolari
Possono essere divisi in due categorie:
- Traumi senza lesioni anatomiche, dovuti a un semplice superamento delle normali proprietà fisiologiche del muscolo, si manifestano con indolenzimento, contratture, crampi, allungamenti
- Traumi con lesioni anatomiche, in cui è presente uno strappo, la rottura o una contusione grave
Le regole fondamentali da applicare in tutti i casi di trauma muscolare sono:
- non danneggiare in alcun modo il processo di cicatrizzazione
- fare quanto possibile per favorirla
- a cicatrizzazione avvenuta, tentare di ridare al tessuto leso la qualità del tessuto originario
Il trattamento d’urgenza si riassume sempre nelle seguenti indicazioni:
- Immobilizzazione
- Mezzo di contenzione
- Elevazione
Indolenzimento
Il muscolo duole alla palpazione. La reazione compare 24-48 ore dopo lo sforzo, peggiora con lo stiramento del muscolo e scompare a riposo
La terapia consiste in applicazioni di calore (infrarosso, paraffina, fango, bagni caldi, sauna) e in massaggi morbidi, profondi, eseguiti con la gamba in scarico per favorire il deflusso venoso
Crampo
E’ la contrazione dolorosa, intensa e involontaria del muscolo con accorciamento massimo.
L’intervento d’urgenza consiste in uno stiramento regolare e potente del muscolo interessato, invitando l’atleta a contrarre intensamente i muscoli antagonisti, e comprimendo manualmente il muscolo interessato. Subito dopo si esegue il rilassamento del muscolo con la vibrazione e lo si riscalda con frizioni profonde.
La terapia continua in seguito con applicazioni di calore, massaggio circolatorio e decontratturante, riposo per 24-48 ore. Per prevenire ricadute proteggere l’atleta dal freddo con tute e massaggi con olio canforato prima dell’allenamento o della gara ed evitare l’affaticamento durante l’allenamento
Contrattura
Il muscolo è dolente a riposo, se viene stirato e, soprattutto, alla contrazione contro resistenza. Il lavoro eccessivo ha prodotto l’accumulo di acido lattico nelle fibre muscolari con conseguente dolore e ipercontrattura alla palpazione. Fate attenzione perché in alcuni casi la contrattura può nascondere un allungamento o un lieve strappo del muscolo!
La terapia consiste in applicazioni di calore, massaggio nella regione adiacente al dolore, mobilizzazioni dolci passive e attive, riposo per 2-4 giorni
Stiramento
A causa di un allungamento brusco e improvviso vengono superati i normali limiti fisiologici di elasticità del muscolo e si manifesta dolore vivo e una modesta impotenza funzionale. Lo sportivo riesce a portare a termine lo sforzo con un ritmo più lento. Il dolore scompare a riposo e si manifesta nuovamente con mobilizzazione attiva semplice o contro resistenza, non con la mobilizzazione passiva. In assenza di trattamento e riposo, può evolvere in strappo.
La terapia consiste, nei primi due giorni, in riposo, ghiaccio, mezzo di contenzione morbido. In seguito infrarossi, fanghi, paraffina, bagni caldi, laser, massaggio morbido decontratturante con pomata revulsiva, stretching prudente e graduale, esercizi isometrici graduali.
Strappo
Presenta diversi livelli di gravità:
stiramento, strappo e rottura parziale
Nello stiramento solo qualche miofibrilla si è rotta, c’è versamento e un ematoma che si evidenzia più tardi. Il dolore compare alla contrazione e alla palpazione.
Nello strappo tutta la sintomatologia è più evidente per l’interessamento di un maggior numero di fibre muscolari.
Nella rottura parziale una parte di muscolo si lacera e si può anche dover procedere con intervento chirurgico di sutura interna.
Subito dopo l’incidente:
Non massaggiare! Mezzo di contenzione morbido e riposo con l’arto in scarico. Ghiaccio. Laser dopo 2 o 3 giorni
Dopo 10 15 giorni:
Termoterapia. Massaggio leggero soprattutto alle inserzioni muscolari.
Dopo 3 4 settimane:
Quando è scomparso del tutto il dolore, massaggio defibrosante della zona cicatriziale. Quindi rinforzo muscolare e ripresa progressiva dell’attività
Rottura
Tutte le fibre del muscolo sono lacerate e i capi si allontanano tra di loro. Il dolore è forte e c’è impotenza funzionale totale. Con l’arto in scarico, l’atleta deve essere accompagnato in pronto soccorso ortopedico per un intervento di sutura dei capi muscolari strappati. La terapia successiva è simile a quella per lo strappo, con tempi di guarigione più lunghi.
Tendinite
La tendinite è l’infiammazione del tendine, il tessuto fibroso rigido e resistente che unisce i muscoli alle ossa. Può essere dovuta a eccessivo sforzo muscolare, a ripetuti microtraumi o a usura a causa di movimenti ripetuti nel tempo (gomito del tennista). L’infiammazione del tendine provoca spesso anche sofferenza muscolare per la contrattura antalgica che ne deriva. Il muscolo e il tendine vanno lasciati a riposo e non devono essere massaggiati fino a che c’è infiammazione. Il ghiaccio locale favorisce la guarigione. La TENS accelera anch’essa il processo di guarigione. Una volta risolta l’infiammazione si può procedere con il massaggio del muscolo, lento, profondo e decontratturante.
venerdì 15 gennaio 2010
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